Burkina overload

25 04 2010

Il burkina faso e’ uno dei paesi più poveri del mondo, noi lo attraversiamo in due giorni, netti, con sosta a Ouagadougou, la capitale dal nome inpronunciabile. Dopo cinque paesi africani mi sembra di non avere più nulla da scrivere, gli occhi si abituano alle differenze, di km in km scendo nella classifica dei posti poveri.
Facciamo visita a Coach for Hope, ci accoglie Roma, un entusiasta 23enne, energico e vitale. Ci racconta della situazione del suo paese in relazione alla diffusione Aids. I programmi di sensibilizzazione sembrano funzionare, la percentuale dei sieropositivi si e’ abbassata ma sono ancora pochi quelli che fanno il test. Assistiamo all’allenamento, una specie di lezione in cui si mescolano le informazioni di prevenzione agli schemi calcistici. I ragazzi partecipano attivamente, rispondono, commentano. Sanno molto piu’ di me e soprattutto giocano meglio di me!
Palleggiano all’infinito tra di loro, senza scomporsi, io sudo come un inglese ubriaco a lloret de mar e dopo 10 minuti abbandono.
Scusate ma ho da fare qualche decina di migliaia di kilometri. So che ci andrebbe tempo, che bisognerebbe stare di piu’, parlare, conoscere, vedere, ma non abbiamo tempo. In ogni posto lascio mille cose sospese, mille aspetti da approfondire, mille domande a cui vorrei risposta.
Per il burkina e’ andata cosi’. Le immagini restano appese alle memoria solo grazie alle foto, i luoghi e le situazioni iniziano ad accavallarsi nella mia mente come se non ci fosse più spazio. Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, ma credevo di poterlo contenere. Ed invece l’Africa straborda dalla mia mente, mescolando tutto in un unico sentimento di trasporto. Da qualche giorno combatto cercando di stare dietro ai kilomentri, alle informazioni, ai posti, alle situazioni. Non ce la si può fare. Tengo a malapena questi appunti travolto dalla contingenza dei momenti, dei problemi da risolvere, dalle decisioni da prendere, dalle preoccupazioni economiche, dalla stanchezza del corpo.
E’ qui che il viaggio pesa, che diventa duro. E’ qui che sta il casino, l’impresa. E’ in questi momenti che si cede, che si cade… e’ tutto qui.
Vado a svenire nel letto. Domani contro il Ghana sara’ un’altro giorno, un’altra partita.