In Africa c’e’ sempre casino

23 04 2010

Casino positivo pero’. E’ un flusso costante di attività umane. Ovunque, parole, saluti, strette di mano, sorrisi, macchine, moto, muli, carri, pecore, polli, fumi, odori, clacson e buche.
Ma se anche ti sembra di arrivare in un posto tranquillo in meno di un minuto sentirai qualcuno che ti chiama, ti chiede chi sei e dove vai.
Non hai scampo. Ripeto decine di volte al giorno da dove vengo e come mi chiamo. Tutti vogliono sapere, scambiare due parole anche se conoscono poco le lingue. L’importante e’ parlare, non esiste che te ne stai seduto solo da qualche parte: arriveranno tutti prima o poi a dirti qualsiasi cosa.
Dopo un po di navigazione in queto flusso ti sembra di conosceli tutti. Sento il mio nome, come un eco per la strada, si alzano le mani riflesse nello specchietto, chissà chi era… Mi fermo dal benzinaio e scopro che sa già tutto di noi. Mi saluta energicamente un camionista, come avesse trovato il vicino di casa al polo nord. Pedro, come stai? Ed in effetti lo conosco….
Un fiume in piena a chi non puoi sottrarti. Sembra che tutta l’Africa si conosca di persona e sia li che aspetta te, sul ciglio della strada, solo per dirti buongiono come stai.
A volte diventa stressante, bisogna farci l’abitudine, ma alla fine sono gli incontri che fanno la storia. Inesorabilmente mi arrendo, abbandono l’allerta da viaggio, sorrido al sorriso e anche se devo andare, spengo il motore e lascio che la barca vada.
E’ uno stato difficile da raccontare. Lo stesso mio scivere in mezzo a questo flusso trascinante e’ come ricevere una telefonata dalla mamma quando sei ubriaco da giancarlo. Anche se tu concentri e’ dura raccontagli come stai….

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