Le Langhe del Marocco

27 03 2010

Ritorno a chefchauen dopo quattro anni, ma poco e’ cambiato. La città e’ rimasta la capitale del kif, il “fumo” marocchino. Il particolare prodotto tipico e l’atmosfera rilassata della sua Medina ne fanno una tappa obbligata del fricchettonismo internazionale. L’intera valle, che da qui parte,vive sulla produzione di hashish e non si deve aspettare molto prima di venirne in contatto: hola amico, italiano? Quieres fumar?
La scena e’ sempre uguale: ogniuno vanta con orgoglio una propria piantagione, un’antica fattoria di famiglia in cui ti vuole portare a fare un giro. Ne parlano come fossero vigneti delle Langhe, agriturismi dove vivere l’agreste vita del contadino di marijuana…”grazie mille ma dobbiamo fare ancora trentamila kilometri..”
Arriviamo durante una visita del Principe marocchino, un mezzo dittatore la cui foto campeggia ovunque. Inaugura una nuova infrastruttura idrica e tutta la zona pullula di polizia. Il contrasto con i mille vendiri di DROGA rende ridicolo ogni discorso sul suo traffico internazionale.
Sorrido. Chissà se il Principe fara’ visita alla “cantina sociale” ed onorerà la produzione locale facendo “due tiri” davanti alla telecamera?

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