La battaglia di Fes

27 03 2010

Arriviamo a Fes che e’ buio da un pezzo. Questo aumenta il casino di cercare ricovero a uomini e mezzi. Tutte le guide scrivono di una medina molto pericolosa durante la notte ed infatti l’accoglienza non e’ delle migliori. E’ normale essere circondati da mille procacciatori che si offrono come guide tuttofare. Siamo stanchi morti ed affamati. Non e’ facile in questo casino trovare una pensione per cinque persone, un parcheggio sicuro per due enormi fuoristrada e qualcosa da mangiare. Inizia la battaglia che avevo dimenticato, fatta di contrattazioni e minacce: almeno tre persone mi mandano aff…lo in quattro lingue diverse, uno quasi mi prende a testate per non accettare i suoi interessati servigi. Ma alla fine vinco io. Pedro-Marocco: uno a zero senza feriti!
Lasciamo la città il giorno seguente senza rimorsi: domani e’ venerdì di preghiera, tutto chiuso. Per le riprese useremo la Medina di marrakech.
I paesaggi si fanno montagnosi passando da Idra, una località di villeggiatura costruita dai francesi negli anni trenta. Sembra di stare in Val d’aosta. Dalle foreste di pini si passa a quelle di cedri e piano piano il paesaggio si addolcisce di verdissime vallate, la vista si fa ampia, si aprono pascoli erbosi e uliveti. I laghi rispecchiano la luce calda de tramonto, salutano i contadini dai sorrisi sdentati, la mente spazia verso ciò che sara’ il viaggio verso sud, la vita verso nord. Di colpo arriva la primavera e la terra profuma di risveglio. Ci si dimentica di stare in Africa, confondo i viaggi, la geografia, le lingue.
Non arriveremo se non domani, ci fermiamo per la notte a Beni Mellal, rempiamo i polmoni dei fiori d’arancio e ci prepariamo alla secanda battaglia: Marrakesh.

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